Introduzione. Prima lezione
Internet non è solo un’innovazione tecnologica. E’ un’innovazione nel modo in cui concepiamo la tecnologia, che ci porta a ripensare l’intera organizzazione del sapere e dei rapporti di forza che sottendono la distribuzione della conoscenza nella società.
Questo corso si intitola Web Design. Ma lo scopo del corso non è imparare ad usare qualche funzione speciale di Dreamweaver o di FrontPage o a scrivere qualche javasript per progettare pagine Web. Scopo del corso è cercare di riflettere sul design delle conoscenze, su come le forme di produzione, trasmissione e conservazione del sapere ne cambiano la natura e l’impatto. In un certo senso ci porremo problemi di design, inteso come progettazione delle nuove architetture informazionali, ma parleremo del design delle conoscenze in un senso più ampio di quello solitamente impiegato nella riflessione sulle nuove tecnologie: anche un modo di produzione editoriale è una questione di design delle conoscenze; anche una legislazione del diritto d’autore cambia la distribuzione del sapere, o un sistema di controllo dell’informazione da parte di un comitato editoriale. Tutte queste questioni, che vanno ben al di là del semplice problema della progettazione di artefatti tecnologici, sono questioni, in senso lato, di design del sapere. Cercherò di mostrarvi come queste questioni sono legate, come per esempio, il problema della gestione normativa dell’innovazione tecnologica (per esempio, cosa è possibile brevettare e cosa dell’innovazione deve restare di dominio pubblico) influisce sul design di un artefatto tecnologico, e come una tecnologia dirompente a sua volta travolge le strutture normative che le pre-esistono (per esempio oggi, con la facilità dell’autopubblicazione, la normativa legale del diritto di autore si trova trasformata). E come vincoli di natura più generale, come la natura dei nostri processi cognitivi e delle nostre pratiche sociali, influenzano i flussi di conoscenza.
L’ambito di studi oggi che studia l’impatto dei processi e delle politiche di distribuzione del sapere sulla conoscenza in generale da un punto di vista sia descrittivo che normativo è l’epistemologia sociale. Questo è quindi in parte un corso di epistemologia sociale, o meglio, in un senso ancora più ampio, di epistemologia applicata, in particolare applicata alle nuve tecnologie della conoscenza. Ci renderemo conto che i problemi epistemologici (ossia in che modo arriviamo a conoscere qualcosa e com’è possibile giustificare le nostre conoscenze) sono oggi al centro di questioni cruciali di trasformazione tecnologica, ripnsamento delle istituzioni e credibilità politica. Chi sa cosa in una società determina in modo sempre più fondamentale chi fa cosa e chi può cosa, in un interessante andirivieni tra ruoli cognitivi e ruoli sociali.
Storicamente, l’accesso all’informazione e, in particolare, al sapere, è una combinazione ad ogni epoca tra forme di produzione del sapere tecniche di comunicazione, gerarchie sociali e strutture normative di controllo dell’accesso all’informazione (leggi, contratti, norme). Con Internet, la tecnologia sconvolge le condizioni di accesso al sapere in maniera tale che le istituzioni si trovano travolte, e cercano di adattarsi alla trasformazione in corso per recuperare un po’ di controllo su di essa. Come dice Jurgen Habermas: “laddove la scienza e la tecnologia si introducono nelle sfere istituzionali della società, tutte le legittimazioni esistenti sono messe in questione” (1968, La scienza e la tecnica come ideologia)
In questi cinque incontri cercherò quindi di presentare un’epistemologia applicata delle nuove tecnologie dell’informazione, soffermandomi ogni volta su un aspetto diverso che merita riflessione e approfondimento:
1. Cognizione individuale, cognizione distribuita, tecnologie dell’informazione.
2. Artefatti cognitivi, ergonomia e usabilità
3. Epistemologia del Web: il problema dei motori di ricerca
4. Epistemologia del Web: il caso dei diritti d’autore e l’Open Access
5. Epistemologia del Web: Fiducia, autorità e reputazione.
Per prima cosa però, vorrei procedere con un piccolo glossario e un’introduzione storica per cercare di uniformare le conoscenze di sfondo su Internet.
Questo corso si intitola Web Design. Ma lo scopo del corso non è imparare ad usare qualche funzione speciale di Dreamweaver o di FrontPage o a scrivere qualche javasript per progettare pagine Web. Scopo del corso è cercare di riflettere sul design delle conoscenze, su come le forme di produzione, trasmissione e conservazione del sapere ne cambiano la natura e l’impatto. In un certo senso ci porremo problemi di design, inteso come progettazione delle nuove architetture informazionali, ma parleremo del design delle conoscenze in un senso più ampio di quello solitamente impiegato nella riflessione sulle nuove tecnologie: anche un modo di produzione editoriale è una questione di design delle conoscenze; anche una legislazione del diritto d’autore cambia la distribuzione del sapere, o un sistema di controllo dell’informazione da parte di un comitato editoriale. Tutte queste questioni, che vanno ben al di là del semplice problema della progettazione di artefatti tecnologici, sono questioni, in senso lato, di design del sapere. Cercherò di mostrarvi come queste questioni sono legate, come per esempio, il problema della gestione normativa dell’innovazione tecnologica (per esempio, cosa è possibile brevettare e cosa dell’innovazione deve restare di dominio pubblico) influisce sul design di un artefatto tecnologico, e come una tecnologia dirompente a sua volta travolge le strutture normative che le pre-esistono (per esempio oggi, con la facilità dell’autopubblicazione, la normativa legale del diritto di autore si trova trasformata). E come vincoli di natura più generale, come la natura dei nostri processi cognitivi e delle nostre pratiche sociali, influenzano i flussi di conoscenza.
L’ambito di studi oggi che studia l’impatto dei processi e delle politiche di distribuzione del sapere sulla conoscenza in generale da un punto di vista sia descrittivo che normativo è l’epistemologia sociale. Questo è quindi in parte un corso di epistemologia sociale, o meglio, in un senso ancora più ampio, di epistemologia applicata, in particolare applicata alle nuve tecnologie della conoscenza. Ci renderemo conto che i problemi epistemologici (ossia in che modo arriviamo a conoscere qualcosa e com’è possibile giustificare le nostre conoscenze) sono oggi al centro di questioni cruciali di trasformazione tecnologica, ripnsamento delle istituzioni e credibilità politica. Chi sa cosa in una società determina in modo sempre più fondamentale chi fa cosa e chi può cosa, in un interessante andirivieni tra ruoli cognitivi e ruoli sociali.
Storicamente, l’accesso all’informazione e, in particolare, al sapere, è una combinazione ad ogni epoca tra forme di produzione del sapere tecniche di comunicazione, gerarchie sociali e strutture normative di controllo dell’accesso all’informazione (leggi, contratti, norme). Con Internet, la tecnologia sconvolge le condizioni di accesso al sapere in maniera tale che le istituzioni si trovano travolte, e cercano di adattarsi alla trasformazione in corso per recuperare un po’ di controllo su di essa. Come dice Jurgen Habermas: “laddove la scienza e la tecnologia si introducono nelle sfere istituzionali della società, tutte le legittimazioni esistenti sono messe in questione” (1968, La scienza e la tecnica come ideologia)
In questi cinque incontri cercherò quindi di presentare un’epistemologia applicata delle nuove tecnologie dell’informazione, soffermandomi ogni volta su un aspetto diverso che merita riflessione e approfondimento:
1. Cognizione individuale, cognizione distribuita, tecnologie dell’informazione.
2. Artefatti cognitivi, ergonomia e usabilità
3. Epistemologia del Web: il problema dei motori di ricerca
4. Epistemologia del Web: il caso dei diritti d’autore e l’Open Access
5. Epistemologia del Web: Fiducia, autorità e reputazione.
Per prima cosa però, vorrei procedere con un piccolo glossario e un’introduzione storica per cercare di uniformare le conoscenze di sfondo su Internet.
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